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Cronaca

Morto l’operaio ustionato all’Ast, ora si indaga per omicidio colposo

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il

sandro

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Non ce l’ha fatta. A meno di una settimana dal terribile infortunio all’Ast, è deceduto il giovane
operaio Tapojarvi coinvolto nell’incendio del mezzo per il trasporto di siviere, rimasto gravemente ustionato per circa l’80% del corpo, a causa della scoria incandescente che è fuoriuscita dal mezzo e ha incendiato il Klingher.

I sindacati metalmeccanici hanno immediatamente proclamato uno sciopero immediato ed espresso le più sentite condoglianze e vicinanza ai familiari e colleghi di lavoro. Lo sciopero si protrarrà fino alle ore 22 di oggi, lunedì 17 marzo 2025. «Intimiamo l’azienda – si legge nella nota diramata dal consiglio di fabbrica – a comunicare a tutti i capi servizio lo stop produttivo attivando sin da subito le procedure di messa in sicurezza dello stabilimento».

Ricoverato d’urgenza a Roma al centro grandi ustioni, il 26enne operaio di origini ecuadoregne era stato sottoposto alle cure mediche del caso ma le sue condizioni erano apparse da subito disperate.

La Procura, che sta indagando sull’episodio, ha subito modificato l’ipotesi di reato da lesioni colpose gravi ad omicidio colpo per il mancato rispetto delle norme di sicurezza.

Il tragico infortunio ha riaperto il dibattito sulla sicurezza e dopo le prime otto ore di sciopero, i sindacati, anche attraverso riunioni fiume notturne, hanno avviato una trattativa con le due aziende (Ast e Tapojarvi) per ottenere garanzie di intervento a tutela dei lavoratori, prima di riavviare le attività.

Ma ogni battaglia oggi ha il sapore amaro della sconfitta per l’ennesima vita spezzata da un incidente sul lavoro.

In relazione alla morte del giovane operaio, ha esternato forte cordoglio anche il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.