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Mohammad Hannoun, attivista palestinese in carcere a Terni

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L’attivista palestinese Mohammad Hannoun, arrestato lo scorso 27 dicembre con l’accusa di essere al vertice della cellula italiana di Hamas, è stato trasferito dal carcere di Genova a quello di Vocabolo Sabbione (Terni), in una sezione di alta sicurezza riservata ai reati di terrorismo.

L’attivista, 63 anni, originario della Giordania, presidente dell’Associazione dei palestinesi d’Italia, è accusato di aver finanziato Hamas per circa 7 milioni di euro.

L’uomo ha partecipato alle numerose manifestazioni che si sono svolte nei mesi scorsi a sostegno della popolazione di Gaza. Era già stato indagato dalla Procura di Genova negli anni 2000, ma l’inchiesta era stata archiviata. Lo scorso anno era finito per la seconda volta nella blacklist del dipartimento del Tesoro americano.

Il trasferimento al carcere di Terni è avvenuto ieri, 9 Gennaio, sorprendendo i legali dell’uomo arrivati a Genova per un colloquio.

Il 16 Gennaio, all’udienza di riesame, Mohammad Hannoun, potrebbe partecipare in videocollegamento.

La domanda sorge spontanea, perché proprio la scelta del carcere di Terni? Dove sono ormai note le problematiche, le criticità legate al sovraffollamento dei detenuti, e anche alla sorveglianza.