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Economia

Camera di Commercio: in Umbria è vuota una casa su cinque

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In Umbria una casa su cinque è vuota, ma concedere un appartamento in affitto è diventato un rischio. I proprietari temono infatti morosità e lungaggini legali, con la conseguenza che il mercato si è arenato, mentre i canoni salgono alle stelle. Questo il dato che emerge dalle rilevazioni degli uffici preposti alla Camera di Commercio dell’Umbria.

L’analisi evidenzia come, su quasi 377mila abitazioni, il 20% sia una seconda casa, spesso inutilizzata. Ma il dato più allarmante riguarda le rilevazioni delle classi energetiche: oltre il 60% degli immobili è in classe energetica F o G, ai margini delle nuove regole europee sul risparmio energetico. Non più incoraggiante la rilevazione inerente all’età degli immobili, due terzi dei quali risultano essere stati costruiti oltre cinquanta anni fa.

I prezzi spesso appaiono fuori controllo. In centro storico, un trilocale arredato può costare fino a 800 euro al mese. In campagna, per un casale ristrutturato si arriva anche a 3.000 euro al mese.
Il turismo resta di breve durata: molti preferiscono l’affitto a notte. Un bilocale rende fino a 170 euro al giorno, un casale in campagna addirittura 810. Così i centri storici si svuotano e la residenza stabile arretra. Unica eccezione in crescita: gli affitti di media durata, da due a dodici mesi, i cui prezzi sono saliti del 20% in sei mesi.Secondo gli esperti, alla base della questione degli alloggi sfitti c’è la legge sulle locazioni, ferma al 1998 e che si ritiene debba essere completamente riscritta. Servono infatti maggiori garanzie per i proprietari, procedure rapide e certe per gli sfratti, incentivi per chi affitta a lungo termine.
La tutela nei confronti dei proprietari, in sostanza, non sembra la stessa che il legislatore ha predisposto nei confronti dei locatari, i quali, detta in soldoni, possono non pagare facendola franca o continuare a occupare un immobile anche senza il consenso del proprietario, scoraggiando così le regolari denunce degli affitti. La proposta della Borsa Immobiliare dell’Umbria è chiara: sgravi e tutele per i proprietari, se si vuole incrementare la residenzialità. Perché – dicono – una città è tale solo se è abitata.