Attualità
Terni, riattivato l’inceneritore Bioter a Maratta: polemiche e allarme inquinamento
This post has already been read 661 times!
Da martedì è tornato attivo l’inceneritore Bioter di Maratta, dopo i test con notevoli fumate delle scorse settimane. Tutto questo nonostante la stazione di monitoraggio di Maratta, nel 2023 e nel 2024 abbia fatto registrare 41 giorni di superamento dei limiti di inquinamento per entrambi gli anni, un numero ben oltre la soglia massima di 35 giorni consentita dalle norme di riferimento attuali e più del doppio rispetto a quanto previsto dalla nuova normativa che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2030.
Considerati quindi i livelli di Pm10 e quelli di Pm2,5 la zona di Maratta continua ad essere l’unica area della regione Umbria dove sussiste un mancato rispetto dei limiti di legge per la qualità dell’aria, situazione che la identifica come la zona più inquinata della regione. Ci sono anche queste considerazioni nella missiva che l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha inoltrato agli uffici tecnici competenti perché si verifichi la conformità, alle normative vigenti, della riattivazione dell’inceneritore Bioter, situato nell’area industriale di Maratta, sulla quale pende il giudizio del Consiglio di Stato.
La ripresa dell’attività dell’impianto ha inevitabilmente scatenato anche le polemiche politiche. Secondo la ricostruzione del Movimento 5 stelle “la società Bioter sta deliberatamente procedendo alla messa in esercizio senza nemmeno attendere la sentenza del Consiglio di Stato”, e per questo l’assessore De Luca, fin da subito, ha invocato il riesame complessivo dell’Autorizzazione integrata ambientale, oltre ad aver attivato tutti gli strumenti normativi a disposizione”.«Ricordiamo al vicesindaco Corridore che l’azienda ha comunicato alla Regione e al Comune di Terni il riavvio dell’impianto già nel mese di luglio 2024 quando al governo della Regione era pienamente operativa la giunta Tesei, alleato di Alternativa Popolare alle scorse regionali e che nell’inerzia dell’allora governo regionale di destra e del Comune di Terni la situazione si è trascinata fino al subentro della nuova giunta Proietti che ha immediatamente dato mandato di fare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che dava il via libera all’azienda di riavviare l’impianto senza nemmeno adeguarsi alle normative.
È opportuno – continua De Luca – anche riportare alla memoria dei cittadini la sceneggiata di quando Bandecchi diceva di dichiarare guerra al secondo inceneritore e Corridore prometteva di incatenarsi davanti all’impianto Bioter pur di bloccarlo. Una promessa, come sempre, rimasta lettera morta. Nessuna catena, nessun atto concreto: solo slogan e passerelle».
