Connect with us

Attualità

Aperto il dibattito dopo l’approvazione delle nuovo bando Sangemini

Pubblicato

il

This post has already been read 161 times!

La vicenda dello stabilimento delle acque Sangemini torna al centro del dibattito politico e istituzionale in Umbria.

La Regione sta lavorando al bando pubblico che dovrà assegnare le concessioni per lo sfruttamento delle sorgenti del bacino di San Gemini, scadute alla fine del 2024.

Una gara considerata decisiva per definire il futuro industriale dell’area e soprattutto garantire la continuità produttiva dello stabilimento di imbottigliamento, dove lavorano circa cento dipendenti.

Nel bando dovrebbero essere inserite clausole di tutela occupazionale che obbligheranno il futuro concessionario a riassorbire i lavori attualmente impiegati nell’impianto.

Sul tema però si è aperto un confronto politico tra Regione e territorio.

Da una parte l’obiettivo dichiarato di salvaguardare l’unità della concessione e la produzione industriale del marchio Sangemini, dall’altra la perplessità del Comune che chiede maggiore attenzione allo sviluppo del progetto termale e turistico legato alle acque della zona.

Nel dibattito interviene anche ‘Patto Avanti’, con Fabio Laurucci, che in un comunicato richiama le istituzioni alla necessità di garantire trasparenza sulle scelte e certezze sul futuro dello stabilimento e dei lavoratori, chiedendo che ogni decisione tenga insieme sviluppo del territorio, tutela dell’occupazione e valorizzazione di una delle risorse storiche dell’area ternana.

Fa eco anche il PD, che sempre tramite comunicato dichiara:

“Ma qual è l’interesse pubblico di questo progetto termale?

Perché non realizzarlo indipendentemente dalle concessioni?”.

Dalla Regione, la Giunta ha approvato le linee guida per il nuovo bando del Bacino Sangemini. Prima applicazione della nuova disciplina regionale che introduce la gara pubblica per l’assegnazione delle risorse idriche minerali. L’ assessore regionale De Luca: “Priorità a tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale ed equa remunerazione per il territorio”. La querelle è appena iniziata, si attendono sviluppi, nell’interesse dei cittadini e di un’azienda storica che da decenni da lustro non solo al territorio ternano, un bene da preservare per il bene comune.