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Carcere di Terni tra devastazione e speranza, ma occorre personale

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Un mese dopo la violenta rivolta del 22 febbraio la situazione all’interno della casa circondariale di Terni resta drammatica e profondamente segnata dai disordini. Il quadro emerso durante il sopralluogo effettuato stamattina da una delegazione del SAPPE guidata dal segretario generale Donato Capece e dai vertici regionali e provinciali descrive un istituto ancora in ginocchio. Le immagini che si presentano agli occhi dei sindacalisti sono quelle di una struttura devastata dove gran parte delle sezioni colpite dai tumulti versa in uno stato di totale abbandono e degrado.

Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a prestare servizio in ambienti insalubri privi di arredi e di attrezzature basilari operando in condizioni igienico sanitarie che hanno ormai superato il limite della sopportabilità umana. Si tratta di una quotidianità vissuta in una sorta di trincea dove la carenza di strumenti minimi non solo rende il lavoro estremamente gravoso ma espone il personale a rischi continui per la propria salute e per la sicurezza dell’intero reparto.

Nonostante la desolazione dei padiglioni il sindacato ha trovato un interlocutore nel nuovo direttore dell’istituto Valerio Pappalardo. L’incontro è stato descritto come un momento di reale ascolto con una dirigenza definita attenta e sensibile alle sorti di un carcere che soffre storicamente per due piaghe croniche ovvero il sovraffollamento della popolazione detenuta e una gravissima carenza di organico in tutti i ruoli. Proprio su questo fronte il sindacato ha espresso un cauto ottimismo auspicando che la nuova gestione possa finalmente aprire un canale di comunicazione efficace con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

La richiesta che arriva con forza da Terni è quella di un intervento risolutivo da parte di Roma attraverso un piano straordinario che preveda non solo il ripristino strutturale delle sezioni inagibili ma anche il potenziamento immediato del contingente di Polizia Penitenziaria. Il segretario Capece ha ribadito che la professionalità degli agenti non può colmare all’infinito le lacune strutturali e organizzative dell’amministrazione centrale e che per riportare la legalità e la dignità lavorativa all’interno delle mura umbre servono ora fatti concreti e investimenti urgenti.