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Economia

Umbria, più assunzioni ma meno lavoro qualificato

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Secondo i dati Excelsior, sistema informativo promosso da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con l’Unione Europea, crescono le assunzioni in Umbria, ma resta debole la richiesta di profili altamente qualificati.

Le imprese umbre prevedono quasi 6 mila ingressi nel solo mese corrente, in aumento rispetto allo scorso anno. Un segnale positivo, che diventa ancora più evidente guardando al trimestre aprile-giugno, con circa 19.500 assunzioni programmate.

Ma dietro questi numeri si nasconde una criticità: solo l’8% delle nuove entrate riguarda laureati, mentre appena il 12% è destinato a dirigenti, tecnici e specialisti. Percentuali più basse rispetto alla media nazionale. In altre parole, il lavoro cresce, ma non cresce allo stesso modo la sua qualità.

A sottolinearlo è anche il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: aumentare le assunzioni non basta, serve alzare il livello delle competenze e puntare su innovazione e professionalità più avanzate.

Guardando ai settori, la maggior parte delle assunzioni si concentra nei servizi, soprattutto turismo, commercio e assistenza alla persona. Non viene sottolineato mai abbastanza che oltre la metà delle imprese segnala difficoltà nel trovare personale con le competenze richieste: quello della manodopera specializzata resta il settore lavorativo con la più alta richiesta, visto che ci sono poche persone disposte a dedicarvisi, nonostante alti compensi e prospettive di stabilità.

Quello umbro, insomma, è un mercato del lavoro dinamico, ma ancora fragile, dove crescono le opportunità ma non abbastanza quelle più qualificate. La sfida, ora, non è solo creare più posti di lavoro, ma creare lavoro migliore. Sulla qualità dell’occupazione si gioca parte del futuro economico della regione.