Politica
Una inutile stangata fiscale
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Una dura presa di posizione arriva dal consigliere regionale Enrico Melasecche, che si scaglia contro quella che definisce una “stangata fiscale” proposta dalla Giunta regionale. Nella giornata di ieri, Melasecche ha incontrato sindacati e associazioni di categoria per illustrare le motivazioni alla base della ferma opposizione a una manovra che, a suo dire, peserebbe in modo insostenibile sui cittadini umbri.
Il consigliere sottolinea come il confronto con le parti sociali abbia registrato un largo consenso: sia il mondo sindacale che quello imprenditoriale avrebbero espresso un netto dissenso verso l’aumento della pressione fiscale. “Tanti cittadini e lavoratori stanchi, che non arrivano a fine mese, si vedono ora costretti a subire una politica che inventa numeri e aggrava la loro situazione”, attacca Melasecche, definendo la manovra “la più grande bugia nella storia della Regione”.
Al centro della polemica ci sarebbero i dati relativi al disavanzo della sanità regionale, su cui Melasecche accusa la Giunta, guidata da Proietti, di aver fornito cifre contraddittorie e fuorvianti. “Prima si parlava di 243 milioni, poi di 90, poi di 73, fino ad arrivare a -34 milioni, un numero che noi abbiamo sempre sostenuto essere quello reale”, spiega il consigliere, aggiungendo che tale deficit sarebbe addirittura azzerato considerando il payback sui dispositivi sanitari, di cui l’Umbria dovrebbe beneficiare.
L’attacco si fa ancora più diretto quando Melasecche invita la presidente Proietti a rivedere le sue priorità: “Dovrebbe fare gli interessi degli umbri, non correre al Ministero dell’Economia e delle Finanze a chiedere un commissariamento inutile”. Il consigliere rimprovera alla Giunta una gestione inefficace e poco trasparente, accusandola di non aver saputo negoziare al meglio per la regione, come invece sarebbe stato fatto in passato.
La richiesta finale è chiara: il ritiro immediato della manovra e un rinvio di almeno un anno per valutare alternative e riforme percorribili. “Basta fandonie, gli umbri meritano la verità”, conclude Melasecche, rilanciando un appello che sembra destinato a infiammare ulteriormente il dibattito politico regionale.

