Economia
Umbria, il risparmio delle famiglie è ai minimi storici
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L’indagine del Centro Studi delle Camere di commercio “Guglielmo Tagliacarne” e le relative elaborazioni della Camera di Commercio dell’Umbria rivelano che, nella nostra regione, la propensione al risparmio delle famiglie è la più bassa del Centro-Nord, con una media del 6,4% rispetto all’8,3% nazionale. Terni fa un po’ meglio di Perugia, ma entrambe restano nella parte bassa della classifica. Il dato del risparmio in Italia e in Umbria, negli ultimi anni, è cresciuto un po’, ma per effetto di inflazione e paure sul futuro e non certo per l’aumento dei redditi. In Umbria si risparmia meno che altrove: solo le regioni del Sud fanno peggio.
Il risparmio in Umbria è cresciuto negli ultimi anni, ma non grazie a un aumento dei redditi. A spingere le famiglie a mettere da parte risorse è stato soprattutto l’aumento dell’inflazione e la crescente incertezza economica. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, infatti, i redditi medi umbri sono inferiori di quasi il 12% rispetto alla media italiana. Un fattore chiave che limita la possibilità di risparmiare.
Anche in valori assoluti, la regione contribuisce poco: 1,1% del risparmio complessivo nazionale, pur rappresentando oltre l’1,4% della popolazione e del PIL italiano.
Come si accennava, Terni fa leggermente meglio di Perugia, con una propensione al risparmio del 6,9% contro il 6,5%. Ma entrambe restano nelle fasce basse della classifica nazionale.
Il risparmio che le famiglie umbre riescono a mettere da parte è sempre più orientato alla prudenza, non all’investimento. Serve a far fronte a spese sanitarie, università, bollette e assistenza. In un contesto di servizi pubblici in difficoltà, molte famiglie cercano di proteggersi da imprevisti, anche a scapito dei consumi. Secondo la Camera di Commercio dell’Umbria, il problema di fondo resta la scarsa produttività e il basso livello dei redditi, aggravati da un lavoro spesso povero e da profitti d’impresa sotto la media nazionale. Servono innovazione, formazione continua e un nuovo patto tra istituzioni, imprese e governo centrale, per evitare che la regione scivoli definitivamente verso gli standard economici del Mezzogiorno. Insomma, per ora, le famiglie umbre risparmiano con fatica. Non per costruire, ma per difendersi.

