Attualità
Il vicepresidente Bori in visita all’APPLiCO Digital Lab di Perugia
This post has already been read 1013 times!
La Regione Umbria è sempre più orientata a investire sul fronte della sicurezza digitale, mettendo a leva le competenze e le potenzialità delle strutture e delle imprese del territorio che operano all’insegna dell’innovazione e della cybersecurity.
Il vicepresidente della Regione con delega alle infrastrutture tecnologiche e digitale, Tommaso Bori, ha infatti visitato la sede di Perugia di APPLiCO Digital Lab, il Cloud Service Provider che opera a livello nazionale su servizi di infrastruttura e disaster recovery.
Dal 2016 APPLiCO supporta aziende e amministrazioni pubbliche che intendono accrescere la propria competitività attraverso il processo di Cloud Transformation, e tra queste c’è anche la Regione Umbria.
Durante la sua visita Bori ha voluto sottolineare che “i data center in particolare degli enti pubblici, devono garantire requisiti sicurezza. La cybersecurity infatti, è una delle sfide che devono affrontare gli enti pubblici costretti a subire di sovente attacchi che comportano in, alcuni casi, anche l’interruzione di servizi. L’attenzione della Regione Umbria su questo versante – ha detto il vicepresidente – è continua, anche alla luce del fatto che è sempre più elevata la connettività delle PA”.
“Stiamo fortemente investendo per innalzare il livello di protezione delle infrastrutture regionali – ha proseguito – e questa attività sta dando effetti positivi che, sinora, ci hanno permesso di reggere agli attacchi hacker che negli ultimi giorni sono stati diretti anche verso l’infrastruttura regionale. In proposito è stato attivato un monitoraggio continuo per offrire il più ampio spettro di protezione. Questo grande progetto di digitalizzazione avviato sul nostro territorio – conclude Bori – ci obbliga ad allungare lo sguardo per guardare oltre l’attività dei singoli enti pubblici per dare vita così, a un percorso condiviso con le eccellenze che hanno deciso di investire sui data center e sul cloud che, ricordiamolo, permette anche modalità di lavoro agile nelle strutture pubbliche e in quelle private”.

