Connect with us

Attualità

Frode su beni di lusso venduti in Italia: fondi trasferiti in Cina

Pubblicato

il

This post has already been read 1479 times!

Frode fiscale da oltre 11 milioni di euro scoperta in Umbria grazie all’indagine “China lux”, condotta dal Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Perugia. Al centro dell’operazione, una rete composta da 18 attività commerciali, tutte gestite da cittadini cinesi, che tra il 2020 e il 2023 hanno generato ricavi per oltre 52 milioni di euro attraverso la vendita di beni di lusso – soprattutto abbigliamento e calzature di alta moda – eludendo sistematicamente il pagamento dell’IVA.

L’indagine è partita da una ditta individuale del tifernate e ha poi portato alla scoperta di un sistema ben organizzato esteso in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Le imprese coinvolte erano di fatto solo scatole vuote: prive di strutture reali, intestate a soggetti nullatenenti o evasori totali, ma utilizzate per acquistare merce in esenzione IVA grazie all’uso improprio dello status di “esportatore abituale”.

Fondamentale l’analisi incrociata delle banche dati e dei conti correnti: i proventi delle vendite, invece di essere reinvestiti in Italia, venivano sistematicamente trasferiti in Cina, giustificati da operazioni commerciali fittizie. In pratica, milioni di euro sono stati sottratti al fisco italiano e dirottati all’estero, impoverendo ulteriormente il tessuto economico nazionale.

I 18 titolari delle attività sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per omessa dichiarazione IVA, occultamento di scritture contabili e mancato versamento delle imposte. Le sanzioni previste vanno da 13 a oltre 30 milioni di euro. Il dossier è stato trasmesso all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme evase e l’attivazione delle misure fiscali di competenza.