Economia
Frenata nell’innovazione: cala il numero di brevetti
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L’innovazione in Italia rallenta, a partire dai nuovi brevetti. Uno studio delle Camere di Commercio evidenzia come, nel 2024, l’Italia faccia un passo indietro sul fronte della proprietà industriale: le domande di brevetto presentate da imprese e ricercatori italiani sono infatti diminuite del 3,5%, corrispondenti a 168 brevetti in meno rispetto al 2023. Una frenata che riflette sia incertezze economiche globali sia difficoltà strutturali nel trasformare la ricerca in innovazione industriale.
In questo quadro spicca però il dato dell’Umbria, che si discosta in peggio dalla media nazionale e registra uno dei peggiori risultati: –26,7% di domande di brevetto in un solo anno, cioè da 45 a 33, risultato decisamente scoraggiante per una regione che ospita due università e dovrebbe fare dell’innovazione uno dei suoi punti di forza.
Nel Ternano il tema è particolarmente sentito. Qui convivono competenze industriali storiche, manifattura avanzata e ricerca, ma il collegamento tra università e imprese fatica ancora a diventare sistema. È soprattutto il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese il nodo da sciogliere: è essenziale evitare che idee e competenze restino inespresse, o prendano la strada di altri territori.
Università, ricerca e sistema imprenditoriale devono migliorare i propri sistemi di collaborazione, garantendo più tutela della proprietà intellettuale, incentivando l’innovazione, poiché ogni nuovo brevetto è un segnale di sviluppo, di presenza di lavoro qualificato e un investimento sul futuro del territorio.


