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Cronaca

Femminicidio di Spoleto: il marito confessa di aver strangolato la moglie

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femminicidio spoleto

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È stato sottoposto a fermo Nicola Gianluca Romita, al termine di un lungo interrogatorio al
commissariato, durante il quale il 48enne milanese ha confessato di aver strangolato la
moglie, Laura Papadia, di 36 anni.

Si è conclusa così la tragica giornata di mercoledì 26 marzo, che ha scosso profondamente la comunità spoletina e l’intera regione.

Tutto sarebbe iniziato con la telefonata di una donna residente in Sardegna, ex moglie di Romita, la quale informava le forze dell’ordine di aver ricevuto una chiamata dall’ex marito, sconvolto per aver commesso un gesto violento e intenzionato a togliersi la vita. In seguito alla telefonata, gli agenti effettivamente rintracciavano nei pressi del Ponte delle Torri
l’uomo, il quale, durante un dialogo concitato con gli agenti che cercavano di convincerlo a non gettarsi nel vuoto, li informava di aver compiuto un gesto violento nei confronti della moglie.

A quel punto sono immediatamente scattate le verifiche, che purtroppo confermavano la
circostanza: veniva infatti rinvenuto il corpo della giovane donna nell’abitazione dove i due
convivevano, in pieno centro a Spoleto. Convinto nel frattempo a non suicidarsi, l’uomo è stato accompagnato al commissariato e interrogato a lungo: alla confessione ha fatto seguito il fermo in carcere con l’ipotesi, si fa per dire, di omicidio volontario.

Il gesto sarebbe stato innescato da divergenze di vedute sui figli, che avrebbero innescato diverse liti tra i due: Laura, infatti, desiderava diventare madre, mentre il marito, già padre di due figli avuti in relazioni precedenti, si opponeva fermamente a questa decisione.

Anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso il suo dolore e la sua indignazione per l’accaduto, sottolineando che questa ennesima violenza impone una riflessione urgente e una risposta ancora più forte contro la violenza sulle donne, ribadendo l’importanza di rafforzare i sistemi di protezione per le donne e di educare la società a una cultura di rispetto e parità.