Connect with us

Sanità

Il reparto di Neuroriabilitazione di Foligno intitolato al Beato Carlo Acutis

Pubblicato

il

ospedale di foligno

This post has already been read 1251 times!

L’Ospedale di Foligno ha ufficialmente intitolato il suo reparto di Neuroriabilitazione al Beato Carlo Acutis.

L’evento ha visto la presenza di figure chiave del mondo religioso, sanitario e istituzionale, tra cui S.E. Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi – Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, Antonia Salzano, madre del Beato, la dirigenza dell’Ospedale e della Usl Umbria 2 e il personale medico-sanitario.

Un’iniziativa nata dal personale del reparto, guidato dalla caposala Costanza
Fontetrosciani, che ha trovato ispirazione visitando la tomba di Carlo Acutis ad Assisi.

La scelta è stata condivisa da tutto il personale – ha spiegato Fontetrosciani – perché Carlo ha
rappresentato per noi una figura giovane, brillante e di grande speranza, soprattutto per quei pazienti che, come nei nostri reparti, affrontano situazioni di cura difficili
“.

L’idea della connessione fra l’approccio medico sanitario e la spiritualità è un qualcosa in cui abbiamo sempre creduto” – ha affermato il dottor Mauro Zampolini, direttore del dipartimento di Riabilitazione dell’Azienda Usl Umbria 2. “È scientificamente consolidato che i pazienti con fede e spiritualità hanno più chance di recupero e accogliere la protezione di Carlo Acutis ha anche una sua specificità“.

Si è poi evidenziato due legami particolari di Acutis con il reparto: la sua morte per emorragia cerebrale, una condizione neurologica, e il suo rapporto positivo con la tecnologia, vista come strumento per diffondere il bene.

La dottoressa Orietta Rossi, direttrice dell’Ospedale di Foligno, ha collegato il tema della tecnologia all’importanza dell’inclusione e della comunicazione con il paziente. “La tecnologia non riguarda solo i giovani” – ha osservato. “È fondamentale che tutti ne comprendano il linguaggio per non sentirsi esclusi. Questo può migliorare la compliance del paziente nel processo di cura“.