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Vespa Club Perugia, 600 chilometri per rimirare l’Umbria e offrire solidarietà

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Silvio Amenduni del Vespa Club Perugia

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Una rodata comitiva di vespisti ha deciso di infilarsi casco, guanti e una buona dose di spirito d’avventura per percorrere insieme 600 chilometri attorno al perimetro regionale. In Vespa, naturalmente.

Il Vespa Club Perugia ha così dato vita al suo “Giro dell’Umbria”, due giorni tra tornanti, paesaggi da cartolina e soste gastronomiche strategicamente fondamentali per la sopravvivenza del gruppo. Un viaggio che ha attraversato praticamente ogni scenario possibile: colline, laghi, montagne, borghi medievali per concludere il viaggio con arrivo a Castelluccio all’imbrunire, dove nonostante un colonnino appena sopra lo zero, il calore dell’emozione ha scaldato i protagonisti dell’avventura.

La partenza è stata da Pila, poi via verso Narni, Orvieto, Amelia, Terni, Norcia, Pietralunga, Gubbio e il Trasimeno, con l’Umbria attraversata al ritmo unico e mansueto della Vespa: quel suono che non è un rumore, ma una filosofia di vita per i vespisti in carovana.

Ma non si è trattato solo di un pretesto per mangiare e girovagare in luoghi panoramici. Il tour aveva anche un significato sociale: la partenza dal centro socio-riabilitativo “Il Bucaneve”, la visita alla struttura “Armando Baldassini” di Gualdo Tadino e la collaborazione con associazioni impegnate nell’inclusione. Il messaggio era semplice: la Vespa unisce tutti, anche le persone che magari una Vespa non l’hanno mai guidata ma si emozionano ancora vedendone passare una.

Chi si sobbarca 600 chilometri in due giorni su una Vespa sa benissimo che il comfort non è incluso nel pacchetto. Si dice che a un certo punto non si distingua più il rumore del motore dal ronzio nelle orecchie e si inizi a sviluppare un rapporto simbiotico col sellino; ma guardando in faccia i vespisti alla fine del tour, sai già che appena tornati a casa staranno già pensando alla prossima partenza.

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