Economia
Umbria, redditi in crescita: resta forte il divario con Terni
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L’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria sui dati di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne riferiti al 2024, mostrano che l’Umbria si conferma una regione “cerniera” tra Centro-Nord e Sud.
Il reddito disponibile delle famiglie raggiunge i 22.524 euro pro capite: leggermente sotto la media nazionale, ma sufficiente per il decimo posto in Italia.
Il dato in esame misura la reale capacità di spesa, ovvero ciò che resta del reddito per consumi, servizi e risparmio al netto di tasse e contributi. E proprio su questo fronte arrivano segnali positivi. Tra il 2023 e il 2024 la crescita è del 3,37%, superiore alla media italiana, che tradotto in termini numerici significa circa 735 euro in più ogni anno per abitante.
Dentro la regione non c’è una netta omogeneità: se Perugia è sostanzialmente allineata alla media nazionale, con oltre 23mila euro pro capite, Terni resta molto più indietro, fermandosi poco sopra i 20mila euro. Il divario per abitante è quindi di circa 2.500 euro per abitante, oltre il 10% in meno: una distanza ampia e strutturale, che rappresenta il vero punto debole del sistema umbro.
Se nel confronto nazionale l’Umbria mantiene una posizione intermedia, lontana dalle regioni più ricche, ma nettamente sopra il Mezzogiorno, la vera sfida è il divario interno, cioè ridurre il gap tra i territori.
È quindi su Terni che si gioca la partita più importante per uno sviluppo equilibrato e duraturo.



