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Sogno svanito per il Campitello, il Montefranco invece festeggia

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Ultima fatica di stagione anche per il calcio regionale umbro. Emozioni opposte nel giro di poche ore. Da una parte il Campitello, dall’altra il Montefranco: due squadre umbre arrivate alle partite decisive con speranze ancora vive, ma con destini completamente differenti.

Per il Campitello di mister Sabatini, il verdetto è stato il più duro possibile. La finale playoff contro il Padule doveva essere il trampolino verso l’Eccellenza, invece si è trasformata in un pomeriggio amaro.

I ternani hanno provato a restare aggrappati alla partita con intensità e orgoglio, ma nel momento in cui serviva il colpo decisivo è mancata brillantezza. Il Padule ha saputo gestire meglio la pressione, colpendo nei momenti chiave e spegnendo poco alla volta l’entusiasmo rossoblù. Alla fine resta la delusione per un traguardo sfiorato, dopo una stagione costruita con continuità e sacrificio. Traguardo raggiunto invece per la prima volta nella storia per la squadra eugubina, 2-0  finale dell’incontro.

Atmosfera diversa invece attorno al Montefranco, impegnato contro la GRS Papigno, in una gara dal peso enorme per chiudere nel migliore dei modi il proprio percorso. La squadra ha affrontato il match con l’atteggiamento di chi sa di non poter lasciare nulla per strada: intensità, ordine e voglia di restare dentro la partita fino all’ultimo episodio utile.

In sfide così conta spesso più la tenuta mentale della qualità tecnica e il Montefranco ha dato la sensazione di essere rimasto compatto anche nei momenti più complicati. Il finale ha premiato la squadra della Valnerina, anche se, alla formazione di mister Luciano Sciò, vanno gli onori delle armi, per aver disputato una stagione eccellente.

Due partite diverse, ma unite dalla stessa tensione da dentro o fuori. Perché a fine maggio il calcio non misura solo i risultati: misura soprattutto la capacità di reggere il peso delle aspettative