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San Valentino, patrono di Terni: tra storia e mito
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Oggi Terni celebra il suo santo patrono, San Valentino, figura centrale non solo della devozione cittadina ma anche, a livello mondiale, simbolo dell’amore. In occasione della festa patronale, la nostra città rinnova il legame profondo con colui che fu qui vescovo e martire, incarnando la sua memoria in celebrazioni religiose ed eventi culturali in un fitto calendario di iniziative.
Storici e documenti antichi confermano che Valentino fu realmente un vescovo legato alla comunità cristiana di Interamna Nahars – l’antica Terni – e che subì il martirio, quasi certamente per decapitazione nel IV secolo. La Chiesa cattolica, comunque, anche in considerazione della scarsità di fonti su di lui, lo ricorda solo “localmente”, il giorno 14 febbraio, circostanza che di recente ha scatenato una polemica politica, giacché nel calendario ufficiale della Regione Umbria, alla data del 14 febbraio, non risulta alcuna dedica al santo patrono di Terni.
Più significativo è il ruolo simbolico del santo: leggende e narrazioni popolari ne fanno il “protettore degli innamorati”.
Secondo la leggenda, Valentino avrebbe subito il martirio per aver battezzato il centurione pagano Sabino per unirlo in matrimonio con la popolana cristiana Serapia. Questi elementi mitici, sebbene affascinanti, non hanno riscontri storici, ma raccontano comunque di un lontano passato in cui a Roma coesistevano due culti religiosi, quello pagano tradizionale e il nascente cristianesimo.
Questo duplice intreccio tra storia e mito contribuisce a mantenere viva la tradizione e unisce la devozione religiosa al martire a molteplici iniziative culturali e spirituali, che vanno oltre il semplice stereotipo della festa degli innamorati e costituiscono oggi un rilevante volano turistico, culturale e religioso per la città di Terni.
