Economia
Presenze turistiche in crescita in Umbria, ma si può migliorare l’accoglienza
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Il turismo umbro mostra segnali di ripresa importanti dopo la crisi del Covid. Lo conferma il nuovo report Dataview, realizzato da Unioncamere e dal Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria.
La provincia di Perugia guida la ripartenza, con dati in crescita su più fronti, anche se ancora lontani dai livelli delle aree turistiche più forti d’Italia. Terni invece resta indietro, con performance sotto la media nazionale in quasi tutti gli indicatori presi in esame.
Tra i segnali positivi, emerge una buona distribuzione del turismo lungo l’anno, che riduce la stagionalità. Anche le presenze turistiche sono in crescita rispetto al 2019, con un +15% per Perugia e +11,5% per Terni, segno che la regione ha superato la fase più dura della pandemia. Quanto al settore extra-alberghiero, i dati parlano di pochi alloggi disponibili e con tassi di occupazione bassi, sotto il 25%, sia a Perugia che a Terni. Un segnale che il turismo breve non sia ancora massimamente competitivo e che abbia ancora ampi margini di crescita.
Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, sottolinea che il turismo è comunque una leva fondamentale per lo sviluppo regionale. “Se consideriamo anche l’indotto – trasporti, cultura, commercio, servizi – il suo peso sul Pil umbro è molto più alto di quanto mostrano i dati di base. Ora bisogna puntare su qualità, accoglienza, infrastrutture e promozione. L’Umbria ha tutte le potenzialità per diventare una destinazione stabile e competitiva”.



