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Precipita il gradimento della Proietti nei sondaggi de Il Sole 24 Ore
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Da prendere con le molle, come tutti i sondaggi, Ma comunque indicativo di un sentire popolare sull’indice di gradimento dei cittadini nei confronti degli amministratori di turno. Dalla presidente della Regione Stefania Proietti ai sindaci dei due capoluoghi, Vittoria Ferdinandi e Stefano Bandecchi. Ad offrire spunti di riflessione è il report annuale de Il Sole 24 Ore che evidenzia un sentiment negativo per tutti gli amministratori umbri. Ma andiamo per ordine,
A precipitare è soprattutto Stefania Proietti, la governatrice dell’Umbria, in vistoso calo rispetto allo scorso anno e al risultato elettorale conseguito nel 2024. In flessione anche Vittoria Ferdinandi, sindaco di Perugia, mentre tiene – seppur in lieve calo – il primo cittadino di Terni, Stefano Bandecchi, al quale evidentemente non nuocciono più di tanto polemiche aspre, inchieste giudiziarie e invettive contri avversari e tifosi della Ternana. Anzi, contribuiscono al suo indice di popolarità. Della serie: bene o male, purché se ne parli. Il sondaggio che produce tali indicazioni – lo ripetiamo – non è un sondaggio qualsiasi, ma è prodotto da Il Sole 24 Ore e ha la caratteristica di essere molto rigoroso. A uscirne con le ossa particolarmente rotte è la presidente della Regione Stefania Proietti che si ritrova ora in fondo classifica in meno di due anni. Peggio della Tesei al secondo anno di governo e ai minimi assoluti rispetto alle due precedenti presidenti del centrosinistra storico, la Katiuscia Marini e Maria Rita Lorenzetti. Tra i sindaci, quella di Perugia, Vittoria Ferdinandi, scende dal 52,1 al 48% di gradimento. È 80esima, a pari merito con altri, su 100 complessivi. Bandecchi a Terni, si piazza al 53esimo, resta ben sopra al 50% di consensi, perde un 1.6 ma dimostra di aver tenuto il centro del ring, seppur tra tanti rovesci e difficoltà. Forse, ma è solo un’ipotesi, a Bandecchi per il mantenimento del suo consenso giova la partita del nuovo ospedale di Terni e contrapporsi in maniera feroce alla Proietti e quindi alla Regione Umbria – mai amata a Terni – sulle politiche per il territorio ternano, storicamente penalizzato dalla massima istituzione amministrativa regionale
