Connect with us

Attualità

Più bitume, meno maestre: lo strano liberalismo di Bandecchi

Pubblicato

il

bandecchi

This post has already been read 336 times!

Ci vuole un certo coraggio per definirsi «un liberale» e, nella stessa frase, sostenere che sia meglio tappare le buche piuttosto che investire nell’istruzione dei bambini stranieri. Coraggio, o forse una curiosa, personale e magari non troppo chiara idea di liberalismo.

Le parole del sindaco Stefano Bandecchi («Preferisco pensare a tappare le buche piuttosto che assumere insegnanti, brave maestre, per bambini che non sono italiani.») hanno, come al solito, avuto grande eco e suscitato aspre polemiche, poiché toccano un nervo scoperto: il rapporto tra diritti, cittadinanza e servizi pubblici.
Ma almeno per una volta, prima ancora della polemica politica, c’è una questione culturale da chiarire, perché il liberalismo – quello vero, non quello da slogan e nemmeno quello da “stronzi”, per usare la locuzione di Bandecchi – nasce e cresce attorno all’idea che l’individuo venga prima dell’appartenenza, prima della nazionalità, dell’etnia, del censo. Da John Locke a John Stuart Mill, passando per Luigi Einaudi e Isaiah Berlin, il pensiero liberale ha sempre considerato l’istruzione uno dei principali strumenti di emancipazione e libertà

Per questo le parole del sindaco sono contraddittorie: se si è liberali, si può discutere di efficienza della spesa pubblica, di bilanci, di priorità amministrative, ma non si può sostenere che l’accesso all’educazione diventi meno importante a seconda del passaporto dei bambini che ne beneficiano. Quello non è liberalismo, nemmeno da stronzi: è proprio l’esatto contrario, ossia una forma di selezione pregiudiziale e identitaria, proprio ciò che il pensiero liberale ha sempre combattuto.

Una città moderna non deve scegliere tra le strade e la scuola, ma si occupa di entrambe le cose. Ripara le buche e investe nell’educazione. E se proprio vogliamo ragionare in termini utilitaristici, una maestra produce effetti molto più duraturi di una colata di bitume. L’asfalto si consuma. La conoscenza resta e dà frutti, non si disgrega.

La verità è che mettere in competizione un bambino e una buca è un esercizio retorico che di certo ha funzionato nei social, ma molto meno nella realtà.
Il sindaco si definisce da sempre un liberale: approfitti della sua bella università e si faccia preparare una scheda di ripasso sul liberalismo, altrimenti, con le sue singolari interpretazioni, rischia solo di screditare questa dottrina politica.