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Novità in carcere di Terni: via i “41 bis”
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La data non è ancora certa, ma nei prossimi mesi, forse all’inizio del 2027, non ci saranno più detenuti in regime di “carcere duro” a Terni e a Spoleto. I detenuti in regime di 41bis all’interno di vocabolo Sabbione e a Baino di Spoleto verranno trasferiti in altre strutture del nord Italia nell’ambito del progetto Kairos voluto dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e volto a una totale riorganizzazione del ministero della giustizia, che mira a chiudere le sezioni speciali nel territorio per concentrare i detenuti al carcere duro in poli dedicati e più sicuri.
A Terni il regime del 41 bis è stato aperto nel 2000, con 25 detenuti. Al 31 maggio scorso la casa circondariale di Terni ospitava 567 detenuti (di cui 168 stranieri) a fronte di una capienza massima prevista di 423 posti e quindi con un tasso di sovraffollamento superiore al 135 per cento. Le persone con condanna definitiva sono 353. Oltre al 41 bis, il carcere di Terni ospita tredici sezioni, tutte maschili, di alta e media sicurezza. La pianta organica della polizia penitenziaria prevede un numero di agenti pari a 262 unità ma quelli “effettivamente presenti” secondo l’associazione Antigone sarebbero 144, oltre a 6 educatori (rispetto ai 7 previsti dalla pianta organica). Diversi gli “ospiti illustri” che in questi anni sono transitati dietro le sbarre del Sabbione. Il nome sicuramente più conosciuto associato a Terni è stato quello di Bernardo Provenzano, catturato il 10 aprile del 2006 e giunto a Maratta il giorno dopo su un elicottero della polizia di Stato, prima del trasferimento in una cella di 20 metri quadri, sorvegliata a vista dagli agenti e monitorata 24 ore su 24 da un sistema di videosorveglianza. Dal 2007 al 2011, proprio nella cella che era stata di Bernardo Provenzano, a Terni fu detenuto anche Raffaele Cutolo, boss della nuova camorra organizzata.
