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Manifattura umbra: meno imprese, ma ancora pilastro della ricchezza regionale

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Negli ultimi dieci anni la manifattura umbra ha visto ridursi il numero delle imprese, ma continua a svolgere un ruolo centrale nell’economia regionale.
Secondo i dati della Camera di Commercio dell’Umbria, tra il 2015 e il 2025 le aziende manifatturiere sono diminuite del 15%, passando da oltre ottomila a poco meno di settemila. Oggi rappresentano l’8,8% del totale delle imprese umbre.

Il calo numerico del numero di imprese, tuttavia, non si traduce in una perdita di peso economico. La manifattura, infatti, genera ancora il 44% della ricchezza regionale prodotta dalle società di capitale, una quota nettamente superiore alla media nazionale e in linea con le principali regioni manifatturiere del Centro Italia. 

Meno imprese, quindi, ma mediamente più grandi. Il numero di addetti è diminuito del 3,8%, mentre la dimensione media delle aziende è cresciuta di oltre il 12%. Un dato che va di pari passo con il rafforzamento dell’occupazione stabile: i dipendenti non familiari sono aumentati del 30,5%, indicando strutture aziendali più solide ed efficienti.

Anche la qualità del lavoro resta un elemento distintivo. Nella manifattura umbra gli stipendi medi annui sono superiori rispetto agli altri settori dell’economia regionale, a conferma di una maggiore produttività e valore aggiunto.

Nel complesso, i numeri raccontano una trasformazione coerente con le dinamiche nazionali: la manifattura arretra nei numeri, ma resta uno dei pilastri dell’economia umbra.

Il video sul tema realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria: