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Indagine della Guardia di Finanza ‘Lybra’, diciassette persone rinviate a giudizio

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Nuovo sviluppo dell’indagine ‘Lybra’ condotta dalla Guardia di Finanza.

La Procura ha disposto il rinvio a giudizio per diciassette persone coinvolte nell’inchiesta che nei mesi scorsi aveva portato alla luce un presunto sistema illecito legato a operazioni economico-finanziarie sotto la lente degli investigatori.

Secondo quanto emerso dalle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla magistratura, gli imputati sarebbero coinvolti a vario titolo in attività ritenute irregolari che avrebbero consentito di ottenere vantaggi economici indebiti.

Gli accertamenti sono stati condotti attraverso analisi documentali, controlli fiscali e approfondimenti investigativi che hanno portato  alla ricostruzione del presunto meccanismo.

La decisione del giudice per l’udienza preliminare, Francesco Maria Vincenzoni, su richiesta di indagini  dei PM Giorgio Panucci e Giulia Bisello che avevano sequestrato beni anche in Romania, apre ora la strada al processo, nel quale verranno esaminate le posizioni dei diciassette imputati e le prove raccolte dagli inquirenti.

I sequestri ammontano a circa 12.552.360 di euro, tra beni, conti correnti e società.

Le somme sequestrate rappresenterebbero il profitto illecito stimato derivante dal sistema di frode fiscale.

L’indagine, ha coinvolto in origine 42 persone fisiche e 39 società, accusate a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni fiscali, riciclaggio e auto riciclaggio tra il 2019 ed il 2020.

Le misure cautelari reali sono scattate nel maggio del 2024. Il procedimento, per diciassette degli indagati, pertanto entrerà ora nella fase dibattimentale, durante la quale le parti potranno presentare le proprie prove davanti al Tribunale.