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Il campionato di Serie C femminile perde il Sangemini Volley
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La rinuncia del Sangemini Volley al prossimo campionato di Serie C femminile rappresenta un passo indietro importante, soprattutto perché la società aveva conquistato sul campo il diritto a partecipare al massimo campionato regionale.
La Serie C non è soltanto una categoria in più: rappresenta un punto di riferimento per il movimento pallavolistico, un palcoscenico di confronto e, soprattutto, un’opportunità di crescita per le atlete più giovani.
Per questo la scelta di non iscriversi, pur nel rispetto delle valutazioni societarie, non può non aprire una riflessione.
Il girone unico sarà composto da 13 squadre, ma l’assenza del Sangemini lascia un vuoto che va oltre il semplice dato numerico.
Dietro ad una rinuncia possono esserci difficoltà economiche, organizzative, logistiche, o la necessità di ridimensionare un progetto sportivo.
La società, presieduta da Maurizio Dominici ha annunciato che per la prossima stagione, protagonisti saranno i pallavolisti del settore giovanile, ma una domanda sorge spontanea, per approdare poi dove? Sicuramente in altre realtà sportive, almeno per ciò che concerne la ‘Prima Squadra’.
Per un giovane atleta che milita in una categoria giovanile, è lecito sognare l’esordio tra ‘i grandi’, in questo caso non si rischia di perdere un po’ di appeal?
L’altra domanda che ci poniamo e che riteniamo d’obbligo è: quanto è difficile oggi costruire e soprattutto mantenere nel tempo un progetto sportivo competitivo?
La speranza è che questa rinuncia possa essere soltanto una parentesi e che il Sangemini Volley possa tornare presto protagonista. Perché dietro una squadra c’è un settore giovanile, ci sono atlete, famiglie, tecnici e dirigenti: un patrimonio sportivo che merita di essere tutelato e valorizzato.
