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I pendolari che da Terni vanno verso Roma chiedono rispetto e tutela

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La Regione Umbria è in allarme per il futuro dei collegamenti ferroviari e apre un confronto con il gestore della rete, Rete Ferroviaria Italiana, dopo l’ipotesi di nuovi treni ad alta velocità della compagnia francese SNCF sulle principali direttrici italiane.

Secondo la Regione, l’ingresso di nuovi operatori sulla linea ad alta velocità tra Roma e Firenze potrebbe ridurre lo spazio disponibile per alcuni treni utilizzati dai pendolari umbri. Il rischio concreto, spiegano da Palazzo Donini, è che diversi collegamenti regionali vengano spostati sulla cosiddetta “Direttissima” alla linea ferroviaria storica, la cosiddetta linea lenta, con un inevitabile aumento dei tempi di percorrenza.

Una prospettiva che preoccupa fortemente l’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti, che ha espresso tutto il disagio della Regione e dei pendolari umbri.

De Rebotti parla di una situazione penalizzante per migliaia di cittadini che ogni giorno si spostano per lavoro o studio verso la capitale.

Secondo l’assessore, l’Umbria rischia di pagare il prezzo della maggiore concorrenza sull’alta velocità, vedendo peggiore i propri collegamenti ferroviari proprio mentre il sistema dovrebbe garantire più efficienza e integrazione tra servizi nazionali e trasporto regionale.

Per questo la Regione ha chiesto l’apertura di un tavolo istituzionale con il Governo e con i gestori della rete, chiedendo garanzie precise: l’obiettivo è evitare che l’arrivo dei nuovi treni ad alta velocità si traduca in un arretramento del servizio per i pendolari umbri.

La richiesta è chiara: tutelare il diritto alla mobilità dei territori e impedire che l’Umbria venga di fatto relegata sulla linea lenta, con collegamenti più lunghi e meno competitivi verso Roma e verso il resto del Paese. Un arretramento che significherebbe riportare la tratta indietro con la storia, in un paese che dovrebbe essere in continua evoluzione e progresso.