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Disoccupato sommerso dai debiti: il Giudice lo aiuta

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Il Tribunale di Terni, con una sentenza pronunciata lo scorso 20 febbraio, ha accolto il ricorso per l’accesso alla liquidazione controllata del patrimonio presentato da un uomo residente nella provincia, schiacciato da un’esposizione debitoria superiore ai 300 mila euro.
All’origine del tracollo finanziario ci sarebbe, in massima parte, un mutuo ipotecario per l’acquisto della casa familiare.

Una situazione che, in tempi di stabilità economica, appariva gestibile ma che è precipitata a causa della perdita della capacità reddituale del debitore.
Attualmente, l’unica fonte di sostentamento dell’uomo è rappresentata dalla Naspi, per un importo mensile di circa 1.000 euro. Una cifra insufficiente non solo per onorare le rate e gli interessi, ma anche per garantire il minimo vitale a fronte di un debito così ingente. Da qui la decisione di rivolgersi alla giustizia, assistito dall’avvocato Debora Castellani, per invocare le tutele previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
I punti cardine del provvedimento: dalla data della sentenza, scatta il divieto per i singoli creditori di avviare o proseguire pignoramenti o altre iniziative giudiziarie individuali, i beni del soggetto vengono messi a disposizione della procedura per essere liquidati secondo criteri di equità e al termine dell’iter, se il comportamento del debitore risulterà corretto e collaborativo, potrà essere concessa l’esdebitazione, ovvero la cancellazione definitiva dei debiti residui non pagati.