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Continua la querelle Bandecchi – De Rebotti

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Non potevano passare sotto silenzio. Troppo forti le accuse sul caso Moplefan – rivolte dal sindaco Bandecchi all’assessore regionale Francesco De Rebotti – per non scateneare le reazioni di quest’ultimo. Mafia russa, soldi riciclati, disinteresse alla sorti degli operai. Un corollario di affermazioni, esternate durante la seduta consiliare di ieri, che hanno ben presto ricevuto la risposta dell’ex sidnaco di Narni, attuale assessore regionale.

“Apprendo – ha detto De Rebotti –  delle sconcertanti dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi durante il consiglio comunale di Terni, inerenti fantomatici contenuti che a suo dire avrei espresso più volte, anche in situazioni ufficiali, rispetto alla vicenda Moplefan. Ho dato prontamente mandato ai miei legali di adottare ogni azione possibile a tutela della mia persona e del mio operato nella funzione di assessore della giunta regionale umbra”. Bandecchi – ricordiamo – aveva indicato De Rebotti, e la giunta regionale di sinistra, come il “primo responsabile del fallimento” della Moplefan il cui “investitore” si sarebbe “ritirato, mentre la Regione Umbria non crede alla Moplefan”. “Ritengo penoso l’accaduto – conclude De Rebotti – ultimo atto di una commedia che sta degenerando. L’imbarbarimento civile e politico che tali comportamenti e contenuti determinano, ricade quotidianamente sulla città di Terni e sulla sua storica e riconosciuta attitudine al rispetto di persone e istituzioni. Lo stratagemma poi di attribuire ad altri, in forme in questo caso violente e calunniose, responsabilità complesse, è pratica vecchia e solo propagandistica. La verità sul mio impegno politico e sociale non ha bisogno di precisazioni, essendo stato sempre espletato in assoluta trasparenza, di concerto con le istituzioni tutte e con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. La giunta regionale continua ad essere fortemente impegnata a collaborare con la proprietà e con gli altri livelli istituzionali per garantire un futuro alla Moplefan e ai suoi addetti”.