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Economia

Consumi in Umbria: piccoli segnali di ripresa, ma ancora lontani dai livelli pre-crisi

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È stato pubblicato il prospetto d’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane relativi al trentennio 1995-2025, da cui emerge che, in Umbria, i consumi delle famiglie sono ancora sotto i livelli pre-crisi. Solo nel 2025 si intravede un piccolo segnale di ripresa: +1,1% rispetto al 2024, dato in linea con la media nazionale.

Negli ultimi trent’anni, complessivamente, i consumi pro capite in Umbria sono cresciuti dell’11,1%, a fronte di una media italiana che vede un +14,4%. Restano ancora lontani i livelli del 2007, anno in cui si è registrato il record del periodo: oggi i consumi umbri sono più bassi del 5,2% rispetto ad allora. Solo dal 2019 a oggi si è visto qualche passo avanti: +3,3% in Umbria, leggermente più della media italiana.

Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, sottolinea che per sostenere famiglie e imprese bisogna rafforzare i consumi interni, ridurre la pressione fiscale e aumentare il potere d’acquisto.

Quanto al dettaglio di spesa, da notare che, negli ultimi 30 anni, le spese per tecnologia e tempo libero sono cresciute molto: +3000% per informatica e telefonia, +120% per attività culturali; in calo, invece, la quota spesa per i beni tradizionali come alimentari, abbigliamento ed energia domestica, un cambiamento che riflette nuovi stili di vita e scelte più prudenti da parte dei consumatori.
Il quadro che emerge è quello di una regione che fatica a recuperare terreno, ma che mostra segnali di adattamento ai tempi e nuove priorità nei consumi. Per trasformare questa timida ripresa in una crescita stabile, sarà decisivo sostenere il potere d’acquisto e accompagnare l’evoluzione dei bisogni delle famiglie umbre.