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Bandecchi e la rivoluzione di San Valentino a Palazzo Spada
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L’ hanno chiamata la rivoluzione di San Valentino, molti osservatori esterni l’hanno però definita una “rivoluzione gattopardesca”, ovvero cambiare tutto per non cambiare nulla. E questa affermazione, riferita a quanto accaduto a Palazzo Spada nelle ultime 24 ore, un fondo di verità ce l’ha. Al comando, azzerata tutta o solo parte della giunta, rimarrà sempre lui, Stefano Bandecchi da Livorno. Ma cerchiamo di ricapitolare quanto avvenuto e di capire quanto avverrà.
La decisione del sindaco di azzerare l’intero esecutivo, maturata nelle ultime ore, ha di fatto avuto l’effetto di un terremoto politico nel cuore dell’amministrazione comunale. Il segnale era arrivato nella mattinata di ieri durante il question time in consiglio comunale. La seduta era stata improvvisamente interrotta per “motivi istituzionali imminenti”, formula che aveva fatto drizzare le antenne ai consiglieri. Poco dopo, lo stop ai lavori e la convocazione urgente degli assessori: da lì la conferma dell’azzeramento. Cosa succederà ora? Di certo si apre una fase molto delicata. Stando alle parole del sindaco, da questa sera a mezzanotte l’intero esecutivo sarà decaduto. I singoli assessori dunque saranno chiamati al ritiro delle deleghe e il primo cittadino avrà carta bianca per nominare nuove figure. Ma la domanda è: Bandecchi fa sul serio oppure si tratta di una mossa politica per dare una scossa alla squadra di governo? Non sarebbe la prima volta. Già nei primi mesi di consiliatura il sindaco aveva spiazzato tutti con la presentazione delle dimissioni, poi rientrate, in una sorta di prova di forza interna alla maggioranza.
Tutto ciò, comunque, ha elettrizzato e non di poco il clima a Palazzo Spada. L’azzeramento – se si concretizzerà nelle prossime ore – rimette tutto in discussione: deleghe, equilibri, pesi politici. Gli assessori sono ora formalmente “a termine” in attesa delle nuove nomine o di eventuali riconferme. Bandecchi rilancerà o prepara davvero un rimpasto profondo se non addirittura radicale? Le prossime 24 ore diranno se si tratta dell’ennesima “bandecchiata” o dell’inizio di una nuova fase politica per la città.
Chi ha frequentato le stanze di palazzo Spada è consapevole che i prossimi assessori (magari non tutti) potrebbero essere nominati seguendo logiche nel segno della continuità amministrativa. Alcuni consiglieri comunali hanno infatti lavorato a stretto contatto con i vari assessorati alla cultura, allo sport, alla viabilità e alle manutenzioni, alla scuola e all’università. Pertanto, non è da escludere che possano essere chiamati in causa per proseguire il lavoro svolto. E in questa ottica è naturale che impazzi il toto nome. Trai più gettonati c’è quello di Paolo Tagliavento, in questi ultimi anni uomo tuttofare di Stefano Bandecchi. Staremo a vedere.
