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Ast-Arvedi: nuovi stop all’orizzonte per l’area a caldo

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All’orizzonte un nuovo periodo di stop per parte della produzione dell’Ast di viale Brin. L’interruzione in programma riguarda l’area a caldo e potrebbe anticipare i tempi della consueta fermata di fine anno. Indiscrezioni interne all’Ast parlano di un massiccio carico di bramme provenienti dall’Indonesia: una situazione che già in passato ha determinato una frenata all’attività dei forni, già ciclicamente sottoposti a stop produttivi anche per il disequilibrio impiantistico rispetto alle lavorazioni a freddo che il cavaliere Arvedi intende superare.

Non è da escludere che a determinare la strategia produttiva siano le difficoltà a reperire rottami per alimentare i forni. Ma l’acciaio è settore anticiclico, e molti degli investimenti annunciati dalla proprietà rispondono a strategie di lungo periodo e logiche che nell’immediato possono sembrare non evidenti, legate anche alla scommessa di una iper-regionalizzazione dei mercati, con l’Europa pronta ad adottare misure di tipo protezionistico.

D’altra parte in tempi recenti tutti i principali attori del mercato italiano hanno messo a terra investimenti in impianti. Uno degli esempi è proprio Arvedi che ha triplicato i volumi negli ultimi 10 anni. Quanto alle scorte di rottame, il sito più attenzionato e temuto per l’impatto in questo senso è il futuro forno elettrico dell’ucraina Metinvest in Toscana, nelle aree della ex Lucchini.