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Attualità

“Vita da Pendolari in Umbria” denuncia trasporti ferroviari al collasso tra Umbria e Roma.

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Il Comitato “Vita da Pendolari in Umbria” denuncia una situazione ormai insostenibile: ritardi continui, treni deviati sulla linea lenta, tempi di viaggio sempre più lunghi e servizio inaffidabile, nonostante l’aumento di biglietti e abbonamenti.

Nel mirino anche la decisione di assegnare nuove tratte, che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.

I pendolari chiedono interventi immediati e un’azione condivisa tra le Regioni: in gioco non ci sono solo i trasporti, ma il futuro di interi territori.

Ecco il testo integrale della loro esternazione


Trasporti ferroviari al collasso: pendolari esasperati, territori penalizzati 

Siamo di nuovo costretti a denunciare una situazione ormai fuori controllo e inaccetabile: i  collegamenti ferroviari tra i nostri territori e Roma sono al collasso.  

Quello che stiamo vivendo non è più un semplice disservizio, ma un disastro economico e  sociale che è già stato più volte pre-annunciato, aggravato dall’inerzia e dal totale  disinteresse dimostrato negli anni da Trenitalia, RFI e dal Governo Italiano.  

A fronte di continui aumenti delle tariffe di biglietti e abbonamenti, i pendolari ricevono un  servizio sempre più scadente e penalizzante. Trenitalia ha già di fatto:  

 spostato numerose tratte Roma–Terni sulla linea lenta, allungando i tempi di  percorrenza di oltre 30 minuti;  

 relegato sistematicamente questi treni ai binari 1 e 2 Est;  

 imposto una priorità costante ai treni Alta Velocità, lasciando i regionali fermi per  minuti interminabili a Roma Tiburtina e Orte;  

 moltiplicato i ritardi che vanno da qualche decina di minuti a dirottamenti sulla linea  lenta, contravvenendo agli orari stabiliti dal contratto in modo sistematico e  disfunzionale.  

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un servizio inaƯidabile, imprevedibile, indegno di un  Paese civile. Una condizione che rende impossibile anche solo immaginare una vita da  pendolare dignitosa.  

In questo contesto, arriva il parere dell’AGCM, che ha dato il via libera all’assegnazione di 18  nuove tracce orarie al colosso francese SNCF, sembrerebbe ignorando completamente le  conseguenze sul trasporto pubblico.  

È evidente che questa scelta aumenterà ulteriormente la saturazione della rete, sottraendo  spazio ai treni interregionali e peggiorando ancora di più un servizio già allo stremo. È una  decisione miope e inaccettabile: le nuove tracce vadano semmai sottratte all’Alta Velocità,  non al trasporto PUBBLICO dei pendolari.  

Di fronte a questo scenario, va riconosciuta la posizione netta e coraggiosa dell’Assessore  Francesco De Rebotti, che ha sospeso la firma del rinnovo dell’Accordo Quadro con  Trenitalia, pretendendo finalmente garanzie concrete. Un atto necessario, NON SCONTATO,  che noi pendolari apprezziamo ma è necessaria anche una presa di posizione forte e  immediata anche da parte delle Regioni Lazio (Presidente Regione Francesco Rocca e  Assessore Trasporti Fabrizio Ghera), Toscana (Presidente Regione Eugenio Giani e Assessore  Trasporti Filippo Boni) e Marche (Presidente Regione Francesco Acquaroli e Assessore Trasporti Francesco Baldelli). Non è più tempo di attendere o di osservare: è il momento di  agire.  

Se le Regioni continueranno a muoversi in ordine sparso, il risultato sarà uno solo: territori  sempre più isolati, economie locali indebolite e cittadini lasciati soli.  

Se invece sapranno fare fronte comune, potranno esercitare una pressione politica che il  Governo non potrà più ignorare.  

La posta in gioco è altissima: non si tratta solo di trasporti, ma del futuro economico,  sociale e politico di intere comunità.  E questa volta non accetteremo più silenzi né rinvii.  

Comitato Spontaneo “Vita da Pendolari in Umbria”  

vitadapendolariumbri@gmail.com