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Attualità

Strettura: incontro pubblico per denunciare le criticità del paese

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Si è svolto giovedì 28 agosto a Strettura un incontro con l’obiettivo di affrontare le principali criticità che compromettono la qualità della vita nel paese. L’iniziativa, promossa dall’avvocato Valentina Proietti con la partecipazione di Emilio Gubbiotti e dei residenti della piccola frazione del Comune di Spoleto, si è tenuta presso i locali dell’ex comunità CAST ASSISI Onlus. Durante il confronto sono state evidenziate le principali problematiche del luogo:

  • Abbandono del territorio e carenza di servizi essenziali, in particolare per quanto riguarda la manutenzione degli spazi pubblici, la pulizia delle strade e il decoro urbano, aspetti che – secondo i residenti – dovrebbero essere garantiti dal Comune di Spoleto.
  • Assenza di infrastrutture per la sicurezza stradale, come marciapiedi, segnaletica e dispositivi per il controllo della velocità.
  • Presenza di strade dissestate, con un manto visibilmente danneggiato e presenza di buche.
  • Rischio idrogeologico, aggravato dalle continue tracimazioni dei torrenti della zona. Tale problema è emerso in modo drammatico nei giorni scorsi con il crollo del ponte carrabile che collega Strettura a Casigliano di Strettura, con pesanti ripercussioni sulla viabilità e danni per alcune attività locali.
  • Senso di abbandono, percepito in maniera diffusa dalla comunità locale, che si sente trascurata e priva di risposte da parte dell’amministrazione comunale.

Per far valere le proprie richieste di aiuto, verrà inviata una lettera all’amministrazione comunale spoletina; tuttavia, i firmatari avvisano che in caso di mancata risposta, potrebbero presentare un esposto alla Procura della Repubblica, allo scopo di far valere i diritti della comunità in sede legale.

Strettura rivendica quindi di essere una frazione viva, con potenzialità da valorizzare e con tutto il diritto a una gestione attenta, rispettosa e presente da parte delle istituzioni. I cittadini, insomma, chiedono di non essere più considerati come abitanti di un “paese fantasma”.