Politica
Sanità: i conti in rosso e le soluzioni per evitare il commissariamento
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Sanità: cosa fare per superare lo spettro del commissariamento? Perche il vero problema ora, al netto delle sterile polemiche politiche sulla reale consistenza del buco e sulle responsabilità di chi lo ha creato, è proprio questo: cosa fare per evitare il commissariamento?
Le opzioni non sono tantissime. Andiamole ad analizzare: piano di rientro spalmato su più anni o robusta manovra fiscale.
La società di revisione Kpmg – in caricata dalla Regione Umbria – ha certificato che il rosso ammonta a 243 milioni di euro, che si riducono a 90 se si tiene conto dell’operatività “pura” delle singole aziende.
Da evitare , su ogni cosa, è il commissariamento, che rappresenterebbe una prima volta nella storia della Regione; questo perché le conseguenze sarebbero «l’innalzamento automatico delle aliquote al massimo per tutte le fasce di reddito, il superticket sanitario, il taglio dei servizi, il blocco del turn over del personale sanitario».
La giunta regionale parla di una «situazione non sostenibile dal punto di vista economico», di fronte alla quale servono scelte coraggiose.
«Portare la Regione verso il commissariamento è da irresponsabili perché il prezzo da pagare sarebbe indiscriminato per la nostra comunità e porterebbe a una pressione fiscale altissima e una riduzione consistente dei servizi».
Come uscirne, allora? A inizio aprile ci sarà un primo confronto fra la Regione e il Ministero dell’Economia, in cui potrebbe essere portata sul tavolo l’ipotesi di un piano di rientro, non privo di conseguenze.
Ad aggravare il quadro ci sono poi i tagli decisi dal governo Meloni con l’ultima manovra, che ha introdotto un «contributo alla finanza pubblica» per Regioni, Province e Comuni piuttosto consistente.
La scelta della Regione Umbria potrebbe essere quindi quella di una manovra fiscale per far sì che il peso degli aumenti sia distribuito in modo più progressivo.
Una scelta adottata in questi giorni anche da Emilia Romagna e l’Abruzzo; una guidata
dal centrosinistra e una dal centrodestra, ma entrambe alle prese con i problemi legati ai conti
della sanità.
